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giovedì 13 settembre 2012

Don McCullin - Fotografie

[settembre 2008]

The definitive retrospective of the work of the great British photographer.

A foremost photographer of conflict, McCullin shows a ravaged northern Britain, wars in Cyprus, Biafra, Vietnam, Cambodia and Beirut, as well as riots in Derry and famine in Bangladesh, all with unswerving compassion. Collectively, McCullin’s photographs constitute one of the great documents of human conflict.


Questo volume è un omaggio alla carriera di don McCullin, uno dei migliori fotografi di guerra degli ultimi decenni. McCullin ha iniziato da perfetto autodidatta, proprio come tanti altri illustri fotoreporter, come lo stesso Capa. In queste pagine risalta la sua capacità di spaziare dal campo di battaglia, al reportage urbano, passando per i paesaggi campestri per giungere fino alla ricerca etnografica. La cifra unificante del lavoro di McCullin è il suo incredibile talento per la composizione, che riesce ad equilibrare anche nelle situazioni più estreme, insieme ad una costante attenzione alla persona umana, sempre inquadrata con grande rispetto. La sua tecnica preferita è il B&N, che stampa personalmente, con una preferenza per i toni scuri, il low-key. 

Un volume stupendo, degno della biblioteca di ogni appassionato di fotografia, disponibile anche in lingua italiana nell'edizione Contrasto Due.


Scheda Anobii

martedì 11 settembre 2012

Trilogia del ritorno (di Fred Uhlman)


L'amico ritrovato; Un'anima non vile; Niente resurrezioni, per favore

[giugno 2008]

Ho preso d'impulso questo libro anni fa, poi l'ho lasciato sullo scaffale perché in qualche maniera mi intimidiva. La settimana scorsa l'ho ripreso e in due giorno l'ho divorato. Il tono della prosa è delicato, ma fermo.

Il dramma del nazismo e più in generale della isteria collettiva che si insinua in una società apparentemente sana e stabile è narrato in maniera magistrale.

Ognuna delle tre novelle esplora diverse dinamiche: l'amicizia, il rapporto con la famiglia e la difficoltà di accettare il proprio vissuto.

Alla fine della seconda novella ho pianto, e vi assicuro che non mi capita quasi mai.

Un capolavoro imperdibile.

Lo zen alla guerra (di Brian Victoria)


Una documentata indagine sul ruolo svolto dal buddhismo zen a sostegno del militarismo giapponese nella prima e seconda Guerra Mondiale.

Il volume è ottimamente documentato e aiuta a far luce sulle responsabilità oggettive delle scuole buddhiste e zen giapponesi nell'appoggio all'aggressione imperiale.

Onestissima occasione di autocritica (l'autore è docente universitario e un monaco zen), sollecita tutti a ricordare che non esiste alcuna santità o purezza per decreto, ma è necessario sforzarsi costantemente per non disperdere le proprie migliori intenzioni.

Scheda Anobii